Un’idea semplice e brillante. E come spesso accade, funziona. Parliamo della ricerca sui cetacei che utilizza i traghetti di linea come piattaforme di osservazione, implementata all’interno di un network internazionale di enti scientifici che effettuano il monitoraggio del Mare Nostrum utilizzando lo stesso protocollo. La solita genialità italiana, che spesso deriva dalla scarsità di risorse economiche e dalla necessità di mettere a sistema tutto quello di cui si dispone, che si traduce in una rete, coordinata dall’ISPRA. Attivata nel 2007, oggi coinvolge istituzioni italiane, francesi, spagnole, greche e anche tunisine. Questo monitoraggio dei mammiferi marini a larga scala temporale e spaziale è fondamentale, perché fornisce numerose informazioni che, messe in relazione ai parametri ambientali, permettono di valutare sia lo stato degli habitat sia quello delle specie censite. I dati di…
