Viviamo in un Paese che del politically correct ha fatto una bandiera, offrendo spesso al mondo intero codici di comportamento che si sono rivelati utili alla diplomazia, alla cultura, alla giurisprudenza e persino all’integrazione sociale. Un insieme di norme che, in particolare, passano - spesso acrobaticamente - attraverso leggi, testi unici, “carte”, vademecum eccetera che indicano i percorsi che l’informazione libera può seguire senza correre il rischio di minare la privacy dell’individuo, l’immagine di una categoria, la dignità di un comparto sociale, riconoscendo a chiunque - persino a un inquisito o a un pregiudicato - diritti particolari, come quello all’oblio o quello di replica. Tuttavia, quando si tratta di nautica da diporto, questo meccanismo virtuoso misteriosamente si inceppa: le nefandezze di qualche individuo possono tranquillamente essere fatte ricadere sull’intera categoria.…
