Se c’è una cosa che fa male alla nautica italiana è l’idea consolidata che appartenga tout court al mondo del lusso. In altri termini, che a praticarla siano necessariamente le stesse persone che vestono alta moda, che girano in Ferrari, che bevono solo champagne, che di tanto in tanto compaiono sulle riviste di gossip. Questo fa sì che la maggior parte della nostra popolazione guardi al diporto come a un qualcosa di spettacolare ma irraggiungibile, di attraente ma inarrivabile. E’ il motivo per il quale, mediamente, i nostri saloni nautici – quello di Genova in testa – vengono messi alla stessa stregua del cinema, del teatro, del circo: si va, si paga il biglietto, si gode dello spettacolo con aria sognante, sapendo che gli attori e gli acrobati appartengono a…
