Il 18 ottobre scorso si è verificata una strana coincidenza temporale tra due fatti che, sebbene assai distanti per contenuti e peso politico, mi sono apparsi stranamente analoghi per la dinamica che li ha generati. Quel giorno, il primo ministro britannico Theresa May ha inviato una sorta di lettera aperta agli stranieri Ue che vivono e lavorano nel Regno Unito, rassicurandoli sul fatto che potranno rimanervi tranquillamente anche dopo la Brexit; la presidente dell’Ucina Confindustria Nautica, Carla Demaria, ha “spedito” al ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al suo sottosegretario, Ivan Scalfarotto, e, in particolare, al presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli, una lettera aperta nella quale esprime la sua “soddisfazione per la dichiarazione di disponibilità dell’associazione dissidente a partecipare a tavoli di confronto su temi specifici.” Insomma, due ampie…
