Da bambino andavo matto per le conquiste spaziali e in un armadio avevo fondato il “Museo del cielo”, che conteneva oggetti preziosissimi: ritagli di giornale sugli astronauti, un modellino dell’Apollo 13, cose così. Mi mancava però qualcosa di veramente speciale. Allora scrissi alla Nasa perché mi spedissero almeno una briciola di terreno lunare. Non ricevendo risposta, presi un sasso, lo colorai di giallo ocra con le tempere e lo misi in una scatolina con su scritto: “Frammento lunare” (tralasciai che l’avevo preso in giardino, ma mica al Louvre sotto la “Gioconda” c’è scritta la provenienza). Vedendo l’ammirazione e l’invidia dei miei amici per quel sasso cosmico, trovai in giardino, pensate la fortuna!, un frammento di Marte (un pezzetto di mattone rosso) e uno di Saturno, una biglia di vetro a…
