Si definisce subcultura un movimento di nicchia che concorre con il pensiero dominante, si insinua nelle fessure, in piccole bolle, in spazi ai margini, per poi esplodere con la propria ventata di novità, travolgere i confini, invadere la cultura ufficiale, prenderne possesso. È la storia del mitico giubbotto in pelle, uno status symbol dai tempi di Marlon Brando e i ragazzi di Gioventù bruciata, che dopo una primavera trascorsa all’interno delle mura domestiche, trova la sua espressione nel momento dell’estate in versione anche sleveless, senza maniche. Un modo interessante (e che non passa inosservato) per indossare un capospalla in pelle anche a giugno.
ROCK O TRAP?
Il giubbotto in pelle, detto anche “chiodo”, rappresenta la storia del rock anni Cinquanta. Come dimenticare Grease o gli scatti iconici di Marlon Brando?…
