Il concetto di “bello” in onomastica è soprattutto medievale: a parte la fortuna del femminile Bella nei secoli XIII-XIV (ancora attribuito negli Anni 2000 a più di 80 bambine), si formarono allora i composti divenuti poi moderni cognomi. Ecco Belli (come il musicista Paolo), Bella (come la cantante Marcella e il fratello Gianni, compositore), Bellucci (come l’attrice Monica), Bellini (come il musicista Vincenzo), Bellezza (come lo scrittore Dario), Bellè (come l’attrice Valentina). Il bello si combina poi con aggettivi: Belcaro tra Veneto e Calabria, Bellebuono foggiano. O avverbi: Bellassai siciliano. O con sostantivi: Belcastro calabrese, Belcuore campano e pugliese, Beldì novarese, Belfanti al Nord, Belfatto chietino, Belfiglio pescarese, Belfiore siciliano, Belforte piemontese, Belgiorno agrigentino, Belgiovane, e Bellapianta baresi, Bellafemmina barlettano, Bellacanzone e Bellachioma viterbesi, Belladonna nel Centro-Sud, Bellagamba nel Centro-Nord,…
