ALLA SCALA, Lucia di Lammermoor. L’opera già iniziata, noi senza biglietti. All’ingresso del teatro, consegnammo quelle contromarche rubate durante le prove. Passammo i controlli. Scegliemmo un palco di cui tu eri sicuro fosse vuoto – io boh. Inseristi la chiave di casa, facesti leva nella serratura che si aprì – entrammo. La tosse di Milano si mescolò alle note del soprano. Ci sedemmo per terra, sul fondo, per non farci vedere – sottovoce io ti parlai di accordi, armonie, alterazioni sul tono: «Lo vedi, bisogna sconvolgere il mondo, così, per distrazione». Tu mi abbracciasti il collo, mi avresti adorato: «Noi, Gio, te lo prometto, saremo problematici». Pericolosi e disobbedienti. Ingenui, eccitati e innamorati di noi stessi, a sedici anni. «Siamo liberi, liberi di fare tutto, non solo le cose che…
