I primi giardini all’italiana sorgono a Firenze intorno alla metà del Cinquecento – paradigmatici i Giardini di Boboli di Niccolò Tribolo, architetto alla corte di Cosimo I de’ Medici. Noti per una suddivisione geometrica dello spazio e per la presenza di sculture vegetali, statue, fontane e specchi d'acqua geometrici, hanno determinato la nascita dei successivi. Quelli all’inglese, che si sviluppano nel corso del Settecento, tendono a conservare un aspetto naturale, selvaggio ma non incolto. Accanto agli elementi naturali – ruscelli, alberi secolari, cespugli, collinette – si scorgono pagode, tempietti, rovine. Con André Le Nôtre – il Re Sole gli commissiona gli esterni della Reggia di Versailles – il giardino alla francese, che inizia a fiorire a fine Cinquecento, giunge al suo culmine: simmetrico, scandito da statue, sculture arboree e giochi…