Crescono ovunque, le ombre. Disorientano, inquietano. Si impadroniscono della passerella di Londra, invadono gli spazi. Conquistano gli abiti, i tessuti. Plasmano le forme. Nascondono, celano. Adombrano, velano. Compongono un’eclissi materica. Parlano il linguaggio dell’assenza, evocando lo scorrere del tempo, i cicli del sonno e della veglia. È l’estetica dell’oscurità. L’oblio. Simone Rocha veste le sue donne di lutto e sontuosità. Sono dame del buio, vergini della notte, coperte da neri manti di pelliccia. Fastose e tragiche, sono ancelle del crepuscolo, tra romanticismo e decadenza. Abitanti della notte sono le muse di Gareth Pugh: feline e plutoniche, provocanti. Eroine vestite di pelle, vinile, plastica, pelliccia. Protette da nere armature. Ammiccano, feriscono con i loro abiti taglienti, involucri futuristici, oscuri. Languide. Intriganti. Seducenti. Le donne di Christopher Kane si svelano e si…
