“Cosa ci facciamo qui, con la moda? Dovrei cancellare? Ma no: ho deciso che dobbiamo resistere”. Le parole di Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga, legatissimo all’Ucraina, quando da bambino si rifugiò a Odessa per scappare dalla guerra in Georgia, il suo Paese, riassumono un po’ il senso che hanno avuto queste ultime sfilate per i designer: resistenza, resilienza e sicuramente anche un po’ di esorcismo. Cosa fare, altrimenti? Fermare tutto di nuovo come dopo lo scoppio della pandemia? Impossibile e insensato. Bisogna sforzarsi di guardare avanti e mantenere fede, non solo nella speranza ma anche nella bellezza, di colori, forme, ispirazioni che sono state davvero tante su queste passerelle. Arduo infatti trovare una certa linearità, pochi temi distinti e ben definiti, piuttosto un ibrido di suggestioni, di incontri-scontri, non…
