«L’Archivio storico Campari è composto da oltre 5mila opere su carta - manifesti e bozzetti pubblicitari -, centinaia di documenti, caroselli, insegne pubblicitarie, fotografie, oggetti di miscelazione, bicchieri, bottiglie, libri d’artista, spot firmati da importanti registi, ephemera e molto altro», anticipa la direttrice Anita Todesco. «Custodisce la storia visiva di un brand che dal 1860 a oggi ha dialogato con le avanguardie, con il linguaggio della pubblicità». Un patrimonio che, attra verso il museo Galleria Campari, aperto nel 2010 a Sesto San Giovanni, trasforma l’Archivio in una piattaforma espositiva e narrativa viva, anche grazie a esposizioni come la nuova “Red Carpet, il cinema dei sogni. Campari e l’immaginario del divismo, 1900-1960”? «L’idea è nata dal desiderio di raccontare il legame di Campari con il cinema, un mondo che abita da…
