Decorazioni, amuleti, copricapi. Le piume, sin dall’antichità hanno indicato lo status di chi le indosssava, e un tempo forse anche l’idea di voler carpire l’essenza di animali potenti, quali avvoltoi, aquile o uccelli notturni. Con la scoperta del Nuovo Mondo, poi, si venne affascinati da piumaggi esotici mai visti prima, come ad esempio dai colori dell’uccello del Paradiso, e divennero emblema di vanità, ricchezza e opulenza. Una moda, quella di impreziosire i propri capi di piume, che prosegue nel Settecento alla Corte di Francia, per arrivare un secolo più tardi anche tra le strade di Parigi e New York. E approdare sulle passerelle con abiti rimasti nell’immaginario collettivo, basti pensare al cigno di Alexander McQueen per Givenchy o alla farfalla di Mugler, e ancora al bolero-pappagallo di Jean Paul Gaultier.…
