Molti credono nel made-to-order, nell’upcycling di tessuti già esistenti, nella volontà di andare più lenti. Un modo per godersi il processo creativo, senza pressioni e in barba alla stagionalità. Con una vocazione comune al non sovra-produrre, al realizzare tutto in Italia, con materie prime di qualità, il più delle volte sostenibili e con meno spreco possibile. La “loro” bellezza non è più fatta di regole, è libera dalle convenzioni, dai generi, dagli stereotipi. Le muse possono essere le amiche, le modelle del cuore, la mamma, la nonna, l’artista, la coreografa, il fotografo-ballerino, l’ingegnera. Dieci label con altrettante collezioni nate poco prima o durante il lockdown, sofferte, amate, fortemente volute. Dieci collezioni diverse eppure pensate con l’immagine della donna vera da una parte e la diva dall’altra, perché i confini tra…