C’era parecchio da temere da questo affresco sugli anni del Palace. Il name dropping, le semi-celebrità, la droga chic, la celebrazione di un privé inaccessibile ai comuni mortali. La discoteca di Faubourg-Montmartre è diventata un mito, non un semplice locale notturno, ma l’emblema di un’intera stagione di feste splendide, folli, pericolose. Tuttavia con “Une jeunesse dorée” (nei cinema in Francia, dal 16 gennaio 2019) Eva Ionesco non glorifica gli anni ottanta, né la sua giovinezza perduta, perché non l’ha mai perduta. E ci torna sopra, ancora e ancora. Il suo primo film, “My Little Princess” del 2011, raccontava di come la madre, la fotografa Irina Ionesco, la spogliasse per usarla come modella bambina e di come lei fosse sfuggita da quella situazione. L’anno scorso, il romanzo “Innocence” tornava sulla scena…