Chi mai ha detto che la coerenza è una virtù? Bacchettoni e moralisti, ecco chi. È l’ora di metterli alla sbarra, con le arti più frivole che lo scibile conosca: vesti, belletti, gingilli, chincaglierie e amenità varie. Oggi possiamo essere quel che vogliamo, dove lo vogliamo, quando lo vogliamo, mutando panni e milieu in un click, cambiando filtri e saturando a manetta, camaleonti per sperticato diletto e ineluttabile necessità. E sia! Il monoteismo estetico è anacronistico, perdinci. È da mo’ che il corpo, con la sua nudità, ha smesso d’essere incontrovertibile, figurarsi le identità. Godiamoci finalmente il diletto d’essere uno, nessuno, centomila. Pirandelliani, insomma, senza tormenti esistenziali. Discorso coerente, giusto?…
