Non si tratta di fare della realtà poesia, quanto di puntellarla con istanti di radianza, gocce di luce sulla vita più semplice. È il new-baroque, o barocco-portatile, per cui l’alta gioielleria riscopre, d’istinto, lo stupore dell’esistenza, e il corpo diventa un teatro. Il gioiello, da sempre oggetto di un certo disprezzo modernista, ha l’infinito per vocazione, è necessario e inutile, contiene il corpo, le mani, il collo, i lobi, e li proietta fuori, nel regno dell’emozione, della seduzione e, perché no, della ribellione. Le nuove collezioni di gioielleria del barocco conservano la forza della sensualità - come nella collezione “Le Blés” di Chanel che, per la prima volta, celebra il grano, simbolo di prosperità, abbondanza ed eterna rinascita - il gusto per l’artificio, l’imitazione giocosa della natura, evidente nelle forme…
