Perché, nonostante il rischio, la fatica, l’incertezza, il disorientamento, qualcosa in noi continua a cercare, continua a desiderare, continua ad andare?
Prova a immaginare. Davanti a te si apre una grotta. L’ingresso è stretto, irregolare, appena inciso nella roccia viva, come una bocca di pietra che trattiene il respiro. All’interno c’è solo buio, un buio che sembra più denso dell’aria, come se la luce non avesse mai osato mettervi piede. Fuori, invece, il vento muove le foglie secche, solleva granelli di polvere, porta con sé profumi sconosciuti. Il tuo cuore batte, non forte, ma profondo, come se avesse capito prima di te che quel momento è una soglia. Potresti tornare indietro, oppure entrare. O forse sei davanti a una mappa: logora, ingiallita dal tempo, con l’odore lieve della carta vecchia…