Era un giorno di settembre del 1824quando, sdraiata su un carro da artiglieria trainato a fatica da sedici cavalli, e scortata dall’esercito sabaudo, la statua del faraone Sethi II, con i suoi 5 metri di lunghezza per oltre 5 tonnellate di peso, faceva finalmente il suo ingresso nel cortile dell’antico Collegio dei Nobili, sede dell’Accademia delle Scienze di Torino. Era miracolosamente intatta, al termine di un viaggio lungo e accidentato iniziato fra le sabbie di Tebe nel 1818.
Qui, per tremila anni, aveva vegliato l’ingresso di una cappella del tempio di Amon, presso Karnak. Il viaggio era proseguito per 850 chilometri a bordo di chiatte sul Nilo, fino al porto di Alessandria, e da qui per altri 2.500 chilometri sulla nave norvegese Trondheim diretta al porto franco di Livorno, dove…
