Caro diario,
penso spesso che vorrei essere come la neve. Inafferrabile, magica. Bianca, pura, incantata. Fa scintillare i raggi del sole. Fa brillare gli occhi. È ghiacciata, ma infiamma i cuori.
Quando ero piccola e fioccava nel quartiere, correvo fuori e la mangiavo, con qualche goccia di melassa. Era come fare un giro in sorbetteria. Da tempo non lo faccio più e quei momenti mi mancano.
Anche quando ero, con Can, in mezzo a una coltre bianca, pensavo che avrei voluto essere come la neve.
Mi ha rapita, portata via. Ma neanche lì, nella luce dei ghiacciai, nella pace della montagna, siamo riusciti a chiarirci. Vorrei dire una cosa, ne faccio un’altra. Vorrei fare una cosa, ne dico un’altra. Ho paura che scopra, negli spazi dei miei silenzi, l’angoscia che…
